Di tanto in tanto a tutti, bambini e adulti, capita di avvertire un dolore addominale, che spesso viene più semplicemente chiamato mal di pancia. Approfondiamo le sue possibili cause e scopriamo i suggerimenti più utili per prevenirlo e trattarlo.

Cos’è il mal di pancia?

Il mal di pancia è un dolore che si può avvertire in un qualunque punto dell’addome, la regione compresa tra il torace e il bacino, che ospita la maggior parte degli organi del sistema digerente (stomaco, fegato, cistifellea, pancreas e intestino). La cavità addominale è, inoltre, rivestita internamente da una membrana sierosa, il peritoneo, che sostiene gran parte degli organi interni, e protetta da un’ampia e robusta muscolatura.

Già da questo elenco sommario dei principali organi e delle strutture presenti nell’addome, è facile intuire come il dolore addominale possa dipendere da fattori molteplici e diversificati. Spesso è dovuto a disturbi gastrointestinali, ma può anche essere legato a dolori al petto, al bacino o alla schiena ed essere imputabile a condizioni più serie.

Anche il modo in cui si manifesta il mal di pancia è piuttosto variegato: può essere lieve (una sorta di fastidio), moderato, forte e insopportabile, manifestarsi come un bruciore o, invece, presentarsi come un dolore lancinante, paragonabile a una coltellata, o ancora, può essere simile a crampi oppure può comparire sotto forma di coliche, ossia ondate dolorose di forte intensità che arrivano improvvisamente e altrettanto improvvisamente scompaiono. Inoltre, si può riscontrare un dolore addominale generalizzato, cioè che coinvolge gran parte della pancia, o un dolore localizzato in un punto specifico dell’addome.

Il mal di pancia, poi, può essere classificato anche sulla base della durata: è definito “acuto” quando si sviluppa e scompare nell’arco di poche ore o giorni, mentre è “cronico” quando si presenta per settimane, mesi o addirittura anni; alcune condizioni croniche, inoltre, causano dolore progressivo, che tende, cioè, a peggiorare nel tempo.

Infine, in base alla causa scatenante, può manifestarsi da solo o associarsi ad altri sintomi (come vomito, nausea, flatulenza.

In generale, il mal di pancia è un dolore comune non grave: quasi tutti, infatti, nel corso della propria vita avvertiranno dolore addominale almeno una volta. Sebbene nella maggior parte dei casi non si tratta di una condizione grave, è opportuno, comunque, prestare attenzione alla sintomatologia e richiedere un consulto se i sintomi non migliorano o peggiorano con il passare del tempo.

Tipologie di mal di pancia

Partendo dal presupposto che nella cavità addominale sono presenti numerosi organi, spesso i medici hanno necessità di restringere l’area in cui i pazienti avvertono dolore, per individuare la causa scatenante. Per questo motivo, sono soliti suddividere l’addome in quattro quadranti:

  • parte superiore e parte inferiore: la prima va dallo sterno all’ombelico, mentre la seconda dall’ombelico in giù;
  • lato destro e lato sinistro: questa distinzione si crea immaginando una linea verticale che passa dallo sterno fino all’ombelico.

La posizione in cui si avverte dolore, infatti, è un fattore importante perché può indicare quali organi sono coinvolti nella sintomatologia dolorosa; un dolore nel quadrante alto a destra, per esempio, può indicare un problema alla cistifellea o al fegato.

Mal di pancia: quali sono le possibili cause?

Le condizioni che possono determinare la comparsa di dolore addominale sono molteplici. La maggior parte delle volte in cui si avverte mal di pancia, comunque, la condizione risulta temporanea e non grave, ma ci sono casi in cui questo sintomo può essere la spia di ulteriori condizioni e patologie più importanti.

Di seguito sono riportate alcune delle principali possibili cause.
Tra le cause del mal di pancia legate al sistema digerente vale la pena ricordare:

  • dispepsia funzionale (cattiva digestione): questa condizione può dare sensazione di bruciore o fastidio nella parte superiore dell’addome, sensazione precoce di pienezza quando si mangia, gonfiore, eruttazioni eccessive, nausea dopo aver mangiato e dolore allo stomaco che si verifica indipendentemente dal pasto o scompare quando si mangia;
  • meteorismo: l’eccessiva presenza di gas intestinale che si manifesta con gonfiore addominale, sensazione di pienezza e tensione e determina l’insorgenza di un dolore crampiforme, in forma lieve o intensa, eruttazione e flatulenza;
  • malattia da reflusso gastroesofageo: è una condizione causata dalla risalita nell’esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco. Questa scatena principalmente un bruciore di stomaco avvertito nella parte alta dell’addome (epigastrio) e dietro lo sterno (nel torace), che solitamente peggiora dopo i pasti abbondanti, da sdraiati, o quando ci si inclina in avanti; questo può associarsi a rigurgito acido, causato dalla risalita degli acidi e del contenuto dello stomaco nell’esofago, nella gola e nella bocca [9.2] o anche a tosse persistente;
  • sindrome dell’intestino irritabile: si tratta di una condizione caratterizzata da dolore addominale ricorrente che può essere generalizzato, ma è più spesso concentrato nel basso ventre, associato a stipsi o diarrea;
  • gastrite, ovvero un’infiammazione della mucosa che riveste la parete interna dello stomaco; oltre a dolore e crampi allo stomaco, può provocare bruciore di stomaco (definito “pirosi gastrica”), nausea e vomito e sensazione di pienezza dopo mangiato;
  • allergie e intolleranze alimentari: mentre le allergie si manifestano immediatamente dopo aver ingerito la sostanza “nociva” per l’organismo, i segnali delle intolleranze possono manifestarsi anche a distanza di ore o giorni. Tra le intolleranze più comuni vi sono sicuramente l’intolleranza al lattosio e al glutine (celiachia). Ai dolori addominali, che compaiono dopo l’assunzione del cibo contenente le sostanze cui si è intolleranti, si associano, in genere, diarrea, meteorismo, flatulenza e gonfiore addominale e mal di pancia;
  • gastroenterite virale: si tratta di un’infezione virale, conosciuta anche con il termine “influenza intestinale”, che colpisce lo stomaco e l’intestino e si manifesta con diarrea, crampi addominali e nausea.

Le cause del mal di pancia, però, non sono legate esclusivamente a condizioni a carico dell’apparato digerente, ma vi sono anche altre condizioni che possono portare all’insorgenza di questo sintomo. Tra queste vi è, per esempio, il ciclo mestruale, durante il quale i dolori mestruali avvertiti dalle donne possono manifestarsi come spasmi nella parte basse della pancia, diffondendosi alla schiena e alle cosce. Possono essere intensi o più lievi ma costanti, con variazioni tra una donna e l’altra e un ciclo e l’altro.

Altre condizioni che richiedono precisa diagnosi da parte del medico. È possibile fornire un elenco, seppur non esaustivo, di condizioni che possono provocare dolore addominale, classificandole in base alla posizione in cui questo si manifesta:

  • quadrante superiore destro: è probabile che un dolore localizzato in questo punto sia da collegare a un disturbo del fegato o della cistifellea, tra le quali vi sono l’epatite, i calcoli biliari e l’infiammazione della cistifellea (colecistite), oppure si tratti di un problema localizzato nel duodeno, nel colon o nel rene destro, per esempio infezioni o un calcolo renale, un’ulcera duodenale o l’ostruzione dell’intestino crasso;
  • quadrante superiore sinistro: in questa porzione di addome si trovano lo stomaco, il pancreas e la milza; quindi, il dolore potrebbe essere ricollegato alla pancreatite, alla splenomegalia (milza ingrossata), a un’ulcera dello stomaco, al reflusso biliare, a un calcolo renale o a un’infezione al rene.
  • quadrante inferiore: nel basso addome sono presenti l’intestino (tenue e crasso), gli organi pelvici e l’appendice. In generale, è molto probabile che il dolore al basso ventre possa essere riconducibile a disturbi gastrointestinali, ma nel caso in cui riguardi gli organi pelvici potrebbe essere provocato da endometriosi, cisti ovariche o malattia infiammatoria pelvica; nello specifico, invece, è possibile che il dolore nel quadrante inferiore sul lato sinistro sia riconducibile alla diverticolite del colon, mentre sul lato destro tra le possibili cause potrebbe esserci l’appendicite.

Infine, vi sono una serie di condizioni generali che possono provocare la comparsa del mal di pancia. Tra queste:

  • stress;
  • ipersensibilità viscerale (ovvero una soglia del dolore negli organi interni molto bassa);
  • gonfiore addominale;
  • lesioni traumatiche;
  • eccessivo sforzo dei muscoli dell’addome;
  • herpes zoster.

Diagnosi

Per individuare la causa scatenante del mal di pancia, il medico procederà con l’anamnesi del paziente, partendo proprio dalle informazioni che quest’ultimo fornirà in merito al dolore. In particolare, lo specialista indagherà in merito a:

  • caratteristiche del dolore: se questo è acuto, sordo, crampiforme, bruciante, lacerante o penetrante;
  • localizzazione del dolore: in quale zona precisa il paziente avverte il dolore;
  • relazione con l’alimentazione: il medico chiederà, quindi, se tale dolore si manifesta prima o dopo i pasti e se è possibile ricollegarlo all’assunzione di specifici alimenti;
  • relazione con il movimento intestinale.

Ulteriori fattori da prendere in considerazione sono la durata del dolore, l’eventuale diffusione di questo ad altre aree del corpo e l’associazione con altri sintomi, come nausea, vomito, sanguinamento, diarrea o stipsi.

Il medico procederà, poi, con l’esame obiettivo, volto a individuare con esattezza le aree di dolorabilità, l’eventuale presenza di suoni intestinali, distensione addominale, masse o ingrossamento degli organi.

Basandosi sull’anamnesi e sull’esame obiettivo, il medico può procedere con una diagnosi e suggerire già al paziente il trattamento più indicato per la condizione riscontrata. Spesso può indicare al paziente la necessità di sottoporsi a ulteriori test ed esami diagnostici, volti a confermare o escludere alcune condizioni. Tra i più frequenti vi sono:

  • analisi del sangue, delle urine e delle feci;
  • ecografia dell’addome;
  • endoscopia (ovvero un esame degli organi del tratto digestivo, realizzato con l’inserimento nel corpo di un tubo flessibile con una telecamera all’estremità e un sistema di illuminazione che consente di visualizzare gli organi da vicino).

Trattamenti e rimedi utili

A seconda della causa scatenante, il mal di pancia può scomparire da solo in poche ore, senza bisogno di una vera e propria cura o specifiche terapie, oppure necessitare di un trattamento, che può prevedere farmaci (con o senza prescrizione medica), integratori, modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione o, solo in alcuni casi selezionati, interventi chirurgici.

Per quanto riguarda integratori e farmaci, per esempio, se il mal di pancia dipende dalla stipsi, per trovare sollievo possono essere indicati integratori di fibre (a base per esempio di psillio) e/o lassativi, per esempio osmotici (come quelli a base di polietilenglicole o lattulosio) o stimolanti (per esempio quelli contenenti cascara), per regolarizzare il transito intestinale.

Se in seguito a un trattamento antibiotico compare diarrea, possono essere invece consigliati integratori di fermenti lattici (probiotici), cioè batteri buoni che possono raggiungere l’intestino e colonizzarlo, riequilibrando la flora batterica e alleviando alcuni sintomi.

Oppure, se il dolore addominale si associa a meteorismo, possono essere utili prodotti a base di carbone vegetale (un rimedio naturale, anche chiamato “carbone attivo”, da utilizzare prima e dopo i pasti) o simeticone (farmaco antischiuma in grado di rompere le bolle gassose e renderle facilmente eliminabili), che promuovono l’espulsione del gas.

A volte può essere necessario modificare alcune abitudini, non solo alimentari, ma più in generale di stile di vita: per esempio, se il dolore è legato al reflusso gastroesofageo viene generalmente consigliato di smettere di fumare, fare pasti piccoli e frequenti, evitare pasti abbondanti la sera, non coricarsi subito dopo mangiato, raggiungere e mantenere il peso forma, evitare fonti di stress ed eventualmente ricorrere anche a tecniche di rilassamento.

Nello specifico, se il mal di pancia è legato alla digestione sono consigliati i seguenti rimedi:

  • riposo intestinale: smettere di mangiare o prediligere cibi facili da digerire, come cracker o banane;
  • idratarsi: bere molta acqua è fondamentale per restare idratati;
  • terapia del calore: si può provare con una bottiglia di acqua calda sulla pancia o con un bagno caldo;
  • altri rimedi casalinghi: si può optare per la liquirizia in caso di gas, per lo zenzero in caso di indigestione e per la menta piperita nel caso in cui sia necessario rilassare i muscoli intestinali.

In generale, invece, bere abbondante acqua ogni giorno, mangiare regolarmente preferendo piccoli pasti più frequenti rispetto a pasti meno ravvicinati ma più abbondanti, praticare regolarmente attività fisica, limitare gli alimenti che producono gas e seguire una dieta bilanciata e ricca di fibre, con buon apporto di frutta e verdura, può aiutare anche a prevenire alcuni tipi di dolore addominale.

In alcuni casi, infine, può essere necessaria la chirurgia per risolvere la causa del dolore e per la prevenzione di possibili complicanze. In caso di colecistite, per esempio, generalmente si ricorre all’asportazione della colecisti tramite intervento, così come avviene nel caso dell’appendicite.

Mal di pancia e alimentazione

In generale, è bene ricordare che diete e consigli alimentari specifici devono sempre essere indicati dal medico o dal nutrizionista, in relazione al singolo caso e l’eventuale causa sottostante. Intraprendere particolari regimi alimentari e/o eliminare fonti nutritive dalla propria alimentazione senza ricevere un consulto medico, infatti, può risultare dannoso e provocare carenze di sostanze fondamentali per il benessere dell’organismo.

Sebbene non sia possibile suggerire un preciso regime alimentare da seguire il caso di mal di pancia, proprio a causa della molteplicità di condizioni che possono provocare l’insorgenza di questo sintomo, è comunque possibile individuare alcuni alimenti che potrebbero peggiorare la condizione e altri che, invece, potrebbero essere un toccasana per l’organismo.

Se il dolore è legato alla presenza di meteorismo, per esempio, possono risultare utili tisane e decotti con effetto carminativo (per esempio al finocchio o all’anice), che aiutano a limitare la fermentazione intestinale e promuovono l’espulsione del gas.

Al contrario, quindi, ci sono alimenti che possono contribuire a peggiorare il dolore addominale. Per esempio, in caso di intolleranza al lattosio o al glutine si rende necessario evitare gli alimenti che contengono le sostanze cui si è intolleranti. In caso, invece, di gastrite, sono solitamente sconsigliati cibi irritanti per lo stomaco, come quelli ad alto contenuto di grassi, fritti, piccanti o speziati e le bevande alcoliche.

Alcol, caffè o cioccolato possono contribuire a rilassare i muscoli all’estremità inferiore dell’esofago e per questo sono in genere da evitare se si soffre di reflusso gastroesofageo, insieme anche ad altri alimenti, come cibi grassi e fritti, pomodoro, menta, aglio e cipolla. Contro il meteorismo, invece, solitamente si deve ridurre il consumo di alimenti e bevande che incorporano aria (come i cibi molto lievitati, la panna montata, i frappè ed i frullati di frutta), alimenti ricchi di fibre insolubili (legumi, broccoli, cavoli, carciofi, asparagi, pere, mele, ecc.), alimenti che contengono determinati zuccheri (latte e latticini, dolcificanti artificiali, ecc.) e bevande gassate, che rilasciano anidride carbonica.

A chi ha avuto coliche renali a causa di calcoli formatisi per eccesso di calcio viene generalmente consigliato di ridurre gli ossalati nella dieta, limitando cibi che li contengono (come cioccolato, mandorle, arachidi, barbabietole, asparagi, prodotti a base di soia, cereali, farina di grano integrale, prezzemolo, anacardi, frutti di bosco, ecc.).

In caso di intestino irritabile viene sempre più proposta una dieta a ridotto contenuto di FODMAP (acronimo che sta per oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili), cioè carboidrati a catena corta scarsamente assorbiti a livello intestinale e che vengono associati spesso a un peggioramento della sintomatologia. I FODMAP sono presenti in un’ampia gamma di alimenti molto comuni (frutta, verdura, legumi e cereali, miele, latte e latticini e dolcificanti), per cui è importante che la dieta venga accuratamente predisposta e monitorata da un nutrizionista per evitare squilibri e carenze.

Come visto, quindi, ogni specifica condizione che provoca mal di pancia prevede specifici trattamenti e regimi alimentari da seguire, che variano anche in base alla situazione generale del paziente. In ogni caso, è fondamentale richiedere sempre il consulto a un professionista prima di apportare modifiche alla propria alimentazione.

Quando rivolgersi al medico

Sebbene spesso il mal di pancia sia un disturbo temporaneo che non richiede particolari cure, vi sono dei casi in cui è fondamentale rivolgersi al medico per ottenere assistenza. In particolare, è fondamentale consultare degli specialisti se il dolore è inspiegabile, persistente o grave, se questo si verifica a seguito di un infortunio o se si è in gravidanza.

Inoltre, è fondamentale contattare il medico se il dolore addominale è accompagnato da uno o più dei seguenti sintomi:

  • febbre, nausea o vomito persistente;
  • sangue nelle feci, nelle urine o nel vomito;
  • gonfiore e tenerezza al tatto;
  • ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi);
  • dolore diffuso in altre zone del corpo;
  • mancanza di respiro o sintomi che peggiorano sotto sforzo.

In sintesi

Il mal di pancia è un dolore che può essere avvertito in qualsiasi punto dell’addome e che, di conseguenza, può essere sintomo di molteplici cause. Questo, inoltre, può manifestarsi in maniera e con intensità differente, ma anche in associazione a ulteriori manifestazioni. Tra le principali cause alla base del mal di pancia vi sono patologie e disturbi a carico dell’apparato digerente, ma esistono molte altre condizioni che possono manifestarsi con questo sintomo. Solitamente, per fornire una diagnosi accurata, il medico si avvale dell’anamnesi e dell’esame obiettivo: analizzando la sintomatologia raccontata dal paziente, infatti, lo specialista è spesso in grado di individuare la causa scatenante. Nei casi dubbi, però, è possibile ricorrere a ulteriori test diagnostici, come le analisi del sangue, delle urine e delle feci, la radiografia o l’endoscopia. Il trattamento della condizione è chiaramente subordinato all’individuazione della causa scatenante: a seconda della natura dell’insorgenza, infatti, il medico valuterà la miglior terapia da intraprendere per trattare il singolo caso.

FAQ

Se il mal di pancia è forte, vuol dire che la condizione che lo causa è grave?
No, l’intensità del dolore non riflette necessariamente la presenza di un disturbo più o meno grave.

Quando preoccuparsi per il dolore addominale?
Il mal di pancia non è mai normale, ma nella maggior parte dei casi non richiede un’attenzione medica. I segnali di allarme che, però, dovrebbero portare il paziente a discutere con uno specialista sono: febbre,
diarrea, costipazione persistente, sangue nelle feci o nel vomito, nausea o vomito persistenti, grave dolorabilità dell’addome, ittero e gonfiore dell’addome.

Insieme a quali altri sintomi si può manifestare il mal di pancia?
Il dolore alla pancia si presenta spesso insieme a nausea, vomito, flatulenze, eruttazioni e brontolii.