Di tanto in tanto a tutti, bambini e adulti, capita di avvertire un dolore addominale, quello che spesso viene più semplicemente chiamato mal di pancia.

Per definizione, il mal di pancia è un dolore che si può avvertire in un qualunque punto dell’addome, la regione compresa tra il torace e il bacino, che ospita la maggior parte degli organi del sistema digerente e dell’apparato urogenitale. La cavità addominale è, inoltre, rivestita internamente da una membrana, il peritoneo, che sostiene gran parte degli organi interni, e protetta da un’ampia e robusta muscolatura.

Già da questo elenco sommario dei principali organi e delle strutture presenti nell’addome, è facile intuire come il dolore addominale possa dipendere da fattori molteplici e diversificati. Spesso è dovuto a disturbi gastrointestinali o urogenitali comuni, di lieve entità ma, a volte, può essere imputabile a condizioni più serie.  

Anche il modo in cui si manifesta il mal di pancia è piuttosto variegato. Può essere lieve (una sorta di fastidio), moderato, o forte e insopportabile, e non sempre l’intensità della sintomatologia dolorosa riflette la gravità della condizione che causa il dolore: un dolore lieve può essere imputabile anche a condizioni gravi, mentre dolori intensi possono derivare da problemi che non mettono a rischio la salute e il benessere dell’organismo. Può manifestarsi come un bruciore o, invece, un dolore lancinante, paragonabile a una coltellata, o ancora, può essere simile a crampi oppure può comparire sotto forma di coliche, ossia ondate dolorose di forte intensità che arrivano improvvisamente e altrettanto improvvisamente scompaiono.

Il mal di pancia, poi, può essere occasionale e di breve durata (acuto) quando si risolve nell’arco di poche ore o pochi giorni, oppure può manifestarsi per settimane, mesi o anni (dolore cronico), in modo continuo o intermittente, interferendo con la qualità della vita di chi ne soffre. Può essere infine anche progressivo, cioè peggiorare nel tempo.

Inoltre, si può riscontrare un dolore addominale generalizzato, cioè che coinvolge gran parte della pancia, o un dolore localizzato in un punto specifico dell’addome. Infine, può manifestarsi da solo o associarsi ad altri sintomi (come vomito, nausea, flatulenza, stitichezza, diarrea, gonfiore addominale, sudorazione, malessere generale ecc.).

Mal di pancia: principali cause

Le condizioni che possono determinare la comparsa di dolore addominale sono molteplici. Qui di seguito ne elenchiamo alcune.

Tra le cause del mal di pancia legate al sistema digerente ricordiamo:

  • dispepsia funzionale, ovvero cattiva digestione che non ha una causa evidente e può dare sensazione di bruciore o fastidio nella parte superiore dell’addome, sensazione di pienezza quando si mangia, gonfiore, eruttazioni, nausea;
  • meteorismo, l’eccessiva presenza di gas intestinale che determina dolore crampiforme, in forma lieve o intensa;
  • malattia da reflusso gastroesofageo, causata dalla risalita nell’esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco; scatena principalmente un bruciore nella parte alta dell’addome e dietro lo sterno, che solitamente peggiora dopo i pasti, da sdraiati, o quando ci si inclina in avanti e può associarsi a rigurgito acido o anche a tosse persistente;
  • sindrome dell’intestino irritabile, caratterizzata da dolore addominale ricorrente che può essere generalizzato, ma è più spesso concentrato nel basso ventre, associato a defecazione o a un cambiamento nella forma e nella consistenza delle feci;
  • gastrite, infiammazione della mucosa che riveste lo stomaco; oltre a dolore e crampi allo stomaco, può provocare nausea e vomito e sensazione di pienezza dopo mangiato;
  • intolleranze alimentari, come l’intolleranza al lattosio e al glutine (celiachia). Ai dolori addominali, che compaiono dopo l’assunzione del cibo contenente le sostanze cui si è intolleranti, si associano, in genere, diarrea, meteorismo, flatulenza e gonfiore addominale;
  • flusso mestruale, durante il quale i dolori mestruali possono manifestarsi come spasmi nella parte basse della pancia, diffondendosi alla schiena e alle cosce. Possono essere intensi o più lievi ma costanti, con variazioni tra una donna e l’altra e un ciclo e l’altro;
  • Altre patologie e disfunzioni, più o meno gravi, che richiedono precisa diagnosi da parte del medico.

Mal di pancia: rimedi

A seconda della causa scatenante, il mal di pancia può scomparire da solo in poche ore, senza bisogno di specifiche terapie, oppure necessitare di un trattamento, che può prevedere farmaci, integratori, modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione o, solo in alcuni casi selezionati, interventi chirurgici. Per esempio, se il mal di pancia dipende dalla stipsi, per trovare sollievo possono essere indicati integratori di fibre (a base per esempio di psillio) e/o lassativi, per esempio osmotici (come quelli a base di polietilenglicole o lattulosio) o stimolanti (per esempio quelli contenenti cascara), per regolarizzare il transito intestinale. Se in seguito a un trattamento antibiotico compare diarrea, possono essere invece consigliati integratori di fermenti lattici (probiotici), cioè batteri buoni che possono raggiungere l’intestino e colonizzarlo, riequilibrando la flora batterica e alleviando alcuni sintomi. Oppure, se il dolore addominale si associa a meteorismo, possono essere utili prodotti a base di carbone vegetale o simeticone, che promuovono l’espulsione del gas.

A volte può essere necessario modificare alcune abitudini, non solo alimentari, ma più in generale di stile di vita: per esempio, se il dolore è legato al reflusso gastroesofageo viene generalmente consigliato di smettere di fumare, fare pasti piccoli e frequenti, evitare pasti abbondanti la sera, non coricarsi subito dopo mangiato, raggiungere e mantenere il peso forma, evitare fonti di stress ed eventualmente ricorrere anche a tecniche di rilassamento. 

In alcuni casi, infine, può essere necessaria la chirurgia per risolvere la causa del dolore e per la prevenzione di possibili complicanze. In caso di colecistite, per esempio, generalmente si ricorre all’asportazione della colecisti.

Mal di pancia: i cibi consigliati

In caso di mal di pancia lieve si può cercare di alleviare il fastidio bevendo acqua a piccoli sorsi ed evitando cibi solidi per le prime ore dalla comparsa del sintomo. In caso di vomito, è consigliare osservare un digiuno di circa sei ore prima di mangiare, optando per piccole quantità di alimenti, come ad esempio, cracker o riso.

In generale, bere abbondante acqua ogni giorno, mangiare regolarmente preferendo piccoli pasti più frequenti rispetto a pasti meno ravvicinati ma più abbondanti, e seguire una dieta bilanciata, con buon apporto di frutta e verdura, può aiutare anche a prevenire alcuni tipi di dolore addominale.

Consigli alimentari specifici possono poi essere indicati dal medico in relazione al singolo caso e l’eventuale causa sottostante. Se il dolore è legato alla presenza di meteorismo, per esempio, possono risultare utili tisane con effetto carminativo, che aiutano a limitare la fermentazione intestinale e promuovono l’espulsione del gas.

Mal di pancia: i cibi da evitare

Ci sono alimenti che possono contribuire a peggiorare il dolore addominale. Per esempio, in caso di intolleranza al lattosio o al glutine si rende necessario evitare gli alimenti che contengono le sostanze cui si è intolleranti. In caso, invece, di gastrite, sono solitamente sconsigliati cibi irritanti per lo stomaco, come quelli ad alto contenuto di grassi, fritti, piccanti o speziati, le bevande alcoliche.

Alcol, caffè o cioccolato possono contribuire a rilassare i muscoli all’estremità inferiore dell’esofago e per questo sono in genere da evitare se si soffre di reflusso gastroesofageo, insieme anche ad altri alimenti, come cibi grassi e fritti, salsa di pomodoro, menta, aglio e cipolla. Contro il meteorismo, invece, solitamente si deve ridurre il consumo di alimenti e bevande che incorporano aria (come i cibi molto lievitati, la panna montata, i frappè ed i frullati di frutta) e bevande gassate, che rilasciano anidride carbonica.

A chi ha avuto coliche renali a causa di calcoli formatisi per eccesso di calcio viene generalmente consigliato di ridurre gli ossalati nella dieta, limitando cibi che li contengono (come cioccolato, mandorle, arachidi, barbabietole, asparagi, prodotti a base di soia).

In caso di intestino irritabile viene sempre più proposta una dieta a ridotto contenuto di FODMAP (acronimo che sta per oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili), cioè carboidrati a catena corta scarsamente assorbiti a livello intestinale e che vengono associati spesso a un peggioramento della sintomatologia. I FODMAP sono presenti in un’ampia gamma di alimenti molto comuni (frutta, verdura, legumi e cereali, miele, latte e latticini e dolcificanti), per cui è importante che la dieta venga accuratamente predisposta e monitorata da un nutrizionista per evitare squilibri e carenze.

Un consiglio, quest’ultimo, che vale in generale prima di escludere molti alimenti dalla propria alimentazione.