La diarrea è un disturbo molto comune tra i bambini, che ne sono interessati molto più spesso degli adulti, soprattutto nei primi 5 anni di vita. Le ragioni che possono determinarla sono molto diverse, ma nella maggior parte dei casi si tratta di temporanee alterazioni, più o meno marcate, dell’equilibrio della flora batterica intestinale, che danno luogo a episodi di diarrea acuta di breve durata.

Anche se i sintomi gastrointestinali associati possono comportare un significativo malessere, di norma la diarrea acuta non crea problemi alla salute generale dei bambini e, spesso, si risolve da sola in pochi giorni senza la necessità di ricorrere a una terapia farmacologica specifica. Tuttavia, il problema non va trascurato, soprattutto nei bambini piccoli e in caso di scariche frequenti, acquose, protratte per più giorni e/o associate a nausea e vomito, che possono determinare stati di disidratazione severi e notevole debilitazione. La diarrea è un sintomo che non va trascurato, in particolare nei bambini, e che deve sempre indirizzare ad un consulto del pediatra.

Diarrea nei bambini: quali sono i sintomi

Per definizione, la diarrea è caratterizzata da un aumento del numero delle scariche abituali, che in genere diventano 3 o più al giorno, e dal cambiamento della consistenza e dell’aspetto delle feci, che possono diventare più o meno acquose, malformate, contenere frammenti di cibo non digerito, assumere un colore diverso dal solito o, talvolta, presentare tracce di sangue.

In caso di diarrea acuta, l’aumentata frequenza delle evacuazioni dura generalmente da 1 a 3 giorni per poi tornare agli standard abituali. Se i disturbi intestinali si protraggono per più di 2 settimane, ma meno di 4, si parla di diarrea persistente, mentre se il problema si mantiene per periodi di tempo ancora maggiori, anche in modo discontinuo, è presente una diarrea cronica.

Oltre all’accelerazione del transito intestinale e all’aumento delle scariche, la diarrea del bambino può associarsi ad altri sintomi, variabili in funzione della gravità della diarrea (lieve, moderata o severa) e della causa che l’ha determinata. I più frequenti comprendono mal di pancia, crampi e gonfiore addominale, urgenza di andare in bagno o incapacità di trattenere le feci, meteorismo, flatulenza, inappetenza, nausea e vomito, malessere generale. Se la diarrea è causata da infezioni da parte di batteri o di un virus intestinale, può essere presente anche febbre alta con brividi.

La valutazione della consistenza e dell’aspetto delle feci e degli altri sintomi presentati dal bambino è importante perché una loro descrizione accurata da parte dei genitori può indirizzare il medico verso la diagnosi delle possibili malattie alla base dei disturbi gastrointestinali. A riguardo, va sottolineato che, tranne in caso di diarrea acuta lieve di durata non superiore a 1-2 giorni, è sempre opportuno interpellare il pediatra per chiarire le cause dei sintomi e ottenere indicazioni precise su come affrontarli e risolverli nel migliore dei modi. 

Una corretta gestione della diarrea dei bambini è importante per prevenire le due principali complicanze del disturbo:

  • la disidratazione, conseguente alla perdita di liquidi ed elettroliti (sali minerali) con le scariche acquose
  • il malassorbimento delle sostanze nutritive, con relativa perdita di peso.

I principali sintomi di disidratazione nei lattanti e nei bambini, che devono indurre a consultare subito il medico comprendono:

  • sete persistente
  • bocca secca
  • riduzione del volume di pipì abituale (pannolino asciutto per oltre tre ore nei bambini piccoli) e/o urine scure
  • assenza di lacrime durante il pianto
  • pelle meno morbida/turgida
  • diminuzione dell’energia/vitalità

I più comuni segnali di malassorbimento in neonati e bambini da sottoporre alla verifica del pediatra sono, invece, il gonfiore addominale, con aumentata produzione di gas e meteorismo, la scarsa crescita o la perdita di peso (anche se il bambino mangia normalmente), la produzione di feci molli, untuose, con muco e particolarmente maleodoranti.

Diarrea nei bambini: quali sono le cause più comuni

Le cause della diarrea nei bambini possono essere molteplici e di natura molto diversa tra loro. 

I neonati e i lattanti alimentati in via esclusiva con latte materno sono meno esposti al rischio di diarrea, sia perché è molto meno probabile che possano mostrare intolleranze sia perché, se il latte è ottenuto direttamente dal seno della mamma, il rischio di contagio con germi potenzialmente dannosi è praticamente ridotto a zero.

I neonati alimentati con formule per l’infanzia o in fase di divezzamento potrebbero, invece, andare incontro a episodi di diarrea legati a intolleranze alimentari nei confronti di alcuni ingredienti. In questi casi, potrebbe essere necessario valutare con il pediatra l’opportunità di sostituire la formula lattea in uso con una alternativa con ingredienti diversi, ma proprietà nutrizionali analoghe.

Nei bambini che hanno già iniziato a mangiare gli stessi cibi dei genitori, le più frequenti cause di diarrea comprendono:

  • intolleranze alimentari, in particolare nei confronti del glutine dei cereali o del lattosio contenuto nel latte, ma anche di dolcificanti artificiali come sorbitolo, xilitolo e maltitolo
  • allergie nei confronti di alcuni cibi, come il latte vaccino, la soia, le uova, il pesce, i crostacei, alcuni tipi di frutta ecc.
  • infezioni dovute a virus intestinali (in particolare, rotavirus, norovirus, astrovirus e adenovirus enterici) o batteri (come, per esempio, Escherichia coli, Salmonella spp., Shigella spp., Campylobacter, Listeria monocytogenes)
  • colonizzazioni da parte di parassiti intestinali (soprattutto protozoi, come Giardia lamblia/duodenalis o Cryptosporidium enteritis, oppure amebe, come Entamoeba histolytica).

Inoltre, i bambini piccoli, mettendo spesso le mani e gli oggetti in bocca, hanno un rischio maggiore di introdurre nel tratto gastrointestinale batteri e virus in grado di causare diarrea.

Le infezioni intestinali sono all’origine anche della cosiddetta “diarrea del viaggiatore“, che spesso interessa sia i bambini sia gli adulti in occasione di viaggi in località caratterizzate da standard igienico-sanitari non ottimali.

Di norma, la “diarrea del viaggiatore” è una diarrea acuta lieve-moderata della durata di 2-4 giorni, ma a volte può durare più a lungo e non va mai trascurata perché, se intensa e/o protratta, espone a un alto rischio di disidratazione (soprattutto, se ci si trova in luoghi dal clima caldo e asciutto) e può comportare una significativa debilitazione.

Un’altra, ben nota, causa di diarrea tanto nei bambini quanto negli adulti è la terapia con antibiotici per bocca. In questo caso, la diarrea è indotta dalla forte destabilizzazione della flora batterica intestinale protettiva che, in condizioni normali, contribuisce a regolare la funzionalità e il metabolismo dell’intestino, proteggendolo anche dalla proliferazione di batteri potenzialmente dannosi.

Oltre a uccidere i batteri che hanno causato l’infezione contro la quale sono indirizzati (per esempio, un’infezione respiratoria o un’otite batterica), gli antibiotici uccidono anche parte della flora batterica intestinale sana, causando alterazioni nell’assorbimento dei liquidi e dei nutrienti a livello intestinale e accelerando il transito più del dovuto. In aggiunta, alcuni antibiotici, specie se assunti per periodi prolungati o ad alto dosaggio, possono favorire l’insorgenza di infezioni intestinali da parte del Clostridium difficile, un batterio particolarmente ostico da contrastare, soprattutto nei bambini piccoli.

Episodi ripetuti di diarrea non associati a infezioni gastroenteriche né all’assunzione di antibiotici o altri farmaci (in particolare, antiacidi contenenti magnesio) possono dipendere anche dalla presenza di disturbi o patologie del tratto gastrointestinale, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), tra cui la colite ulcerosa o la malattia di Crohn.

Quali sono i rimedi per la diarrea nei bambini

La diarrea dei neonati e dei bambini piccoli va sempre gestita con l’aiuto del pediatra, soprattutto se sono presenti anche febbre o altri sintomi.

In tutti i casi è indispensabile reintegrare i liquidi persi con le evacuazioni per prevenire la disidratazione. Per questa ragione, è importante offrire molto spesso al bambino acqua o altre bevande (senza aggiunta di dolcificanti artificiali) da sorseggiare durante la giornata, come succhi di frutta, camomilla, yogurt liquidi o brodi di verdura leggeri. In aggiunta possono essere assunte anche specifiche soluzioni reidratanti.

Un intervento semplice, sicuro e di dimostrata efficacia per contrastare la diarrea, da utilizzare da solo o in aggiunta all’eventuale terapia farmacologica prescritta dal medico dopo la visita ed eventuali esami, è rappresentato dall’assunzione di probiotici fin dall’esordio dei sintomi e per circa due settimane o, comunque, fino alla completa risoluzione dei disturbi intestinali.

I probiotici sono microrganismi “buoni” in grado di arrivare vivi e vitali nell’intestino e di favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale. Si tratta in particolare di batteri, alcuni dei quali sono denominati fermenti lattici per la loro capacità di trasformare il lattosio in acido lattico. Diversi studi clinici hanno dimostrato che i fermenti lattici (lattobacilli e bifidobatteri), assunti da soli o insieme a fibre prebiotiche che ne supportano l’azione a livello intestinale (soprattutto, frutto-oligosaccaridi, FOS), favoriscono un più rapido ripristino dell’equilibrio della flora batterica protettiva, con una riduzione della durata della diarrea e un numero inferiore di scariche dal secondo giorno. 

Questi risultati sono stati ottenuti sia in bambini con diarrea dovuta a infezioni batteriche o virali sia in bambini con diarrea persistente di altra natura e anche in caso di diarrea indotta dalla terapia con antibiotici per bocca.

Per permettere ai “batteri buoni” di arrivare rapidamente nell’intestino ed esercitare la loro azione riequilibrante e protettiva è raccomandato assumere i probiotici a stomaco vuoto o lontano dai pasti, una o due volte al giorno, seguendo i consigli del pediatra. Se si ricorre ai probiotici durante una terapia antibiotica per bocca è necessario assumere i fermenti lattici almeno 2 o 3 ore dopo gli antibiotici, per evitare che i farmaci li danneggino.

Come prevenire la diarrea nei bambini

La qualità della dieta gioca un ruolo chiave nel determinare l’equilibrio della flora batterica che popola la mucosa dell’intestino e la salute complessiva del tratto gastrointestinale. Quindi, anche quando si tratta di prevenire la diarrea dei bambini il primo aspetto da considerare è l’alimentazione, che deve essere sana, bilanciata e ricca di cibi freschi (frutta, verdura, legumi, cereali, pane, pesce e carni bianche), cucinati in modo semplice (al vapore, ai ferri, al forno o bolliti, ma sempre con pochi grassi, preferibilmente olio extravergine di oliva) e facilmente digeribili.

Gli alimenti devono essere toccati soltanto dopo essersi lavati bene le mani con acqua e sapone, con utensili puliti e (se necessario) vanno risciacquati con cura. Inoltre, sia da crudi sia da cotti, vanno conservati in modo corretto e per tempi brevi, per evitare contaminazioni da parte di batteri dannosi, sfruttarne pienamente le proprietà nutritive e gustarli al meglio. Se uno dei genitori è interessato da diarrea infettiva, deve essere l’altro a cucinare i pasti, per ridurre il rischio di contagio di tutta la famiglia.

È necessario fare attenzione anche alle bevande, che non devono essere mai assunte a una temperatura troppo bassa, che si tratti di acqua, latte o succhi di frutta. Il consumo di bibite gassate va ridotto al minimo dal momento che, oltre a contenere molti zuccheri, possono essere mal tollerate dallo stomaco e dall’intestino, soprattutto nel caso dei bambini piccoli.

Naturalmente, in presenza di intolleranze o allergie alimentari accertate, per non sperimentare episodi di diarrea e altri sintomi dovuti a una reazione allergica è bene evitare i cibi a rischio.

I probiotici (in particolare, i fermenti lattici), possono essere un valido aiuto non solo per contrastare la diarrea da antibiotici, ma anche per prevenirla. In questo caso, l’impiego dei probiotici può essere iniziato con qualche giorno di anticipo o insieme alla terapia antibiotica, ricordando sempre di assumere i fermenti lattici almeno 2-3 ore dopo gli antibiotici e a stomaco vuoto.

Per la prevenzione della diarrea infettiva da rotavirus (una gastroenterite virale) esiste anche il vaccino specifico, che può essere somministrato ai lattanti a partire dalla sesta settimana di vita.

Fonti

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